Un report dal Fall Technical Meeting dell’AGMA

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di Carlo Gorla –

Il Fall Technical Meeting dell’AGMA, a cui ho partecipato lo scorso ottobre, è un’occasione unica per avere il polso sui temi di attualità e sugli sviluppi nel campo degli ingranaggi e della trasmissione di potenza.

Tra i tanti argomenti affrontati nelle sessioni tecniche, dalla lubrificazione, ai materiali e trattamenti, alla costruzione e controlli, alla progettazione, alle applicazioni di trasmissioni di potenza, ho trovato la conferma della grande attualità di un tema legato alle lavorazioni: grazie ai software oggi disponibili, la possibilità di costruire le ruote dentate utilizzando centri di lavoro a 5 o 6 assi è ormai una realtà.

Quindi, per esempio, è possibile, qualora si debba ripristinare un riduttore sostituendone il solo pignone, misurare la superficie della ruota, determinare la superficie di dentatura ottimale del pignone mediante un software di simulazione dell’ingranamento e, infine, costruirla mediante il centro di lavoro. Oppure si può valutare l’opportunità di tagliare, mediante questa tecnologia, delle ruote dentate per le quali le quantità da produrre o l’urgenza non giustifichino l’approvvigionamento degli utensili specifici.

Certo, in presenza di grandi volumi, non vi è la possibilità di competere con le tecnologie di dentatura tradizionali sul fronte della produttività è dei costi, ma è del tutto evidente che si possono immaginare svariate situazioni in cui la possibilità di utilizzare macchine di impiego generale in alternativa a quelle dedicate ai soli ingranaggi può rappresentare una grande opportunità.

D’altro canto, anche sul fronte delle macchine e degli utensili specifici, l’evoluzione è ininterrotta e le prestazioni delle macchine e degli utensili più recenti possono modificare i termini di paragone tra le diverse tecnologie, rendendo più competitive e portando alla ribalta alcune meno tradizionali, come per esempio il power skiving.

Oppure, la crescente attenzione per l’ambiente ha ormai reso disponibili fluidi lubrorefrigeranti “puliti”, ma ciò d’altronde elimina uno dei vantaggi del taglio a secco, e cioè la possibilità di farne a meno, rendendolo forse meno attrattivo.

Insomma, il mondo delle lavorazioni è in grande fermento e si corre il rischio di non riuscire a seguirne tutte le evoluzioni. Affronteremo a fondo questi temi sui prossimi numeri di Organi di Trasmissione, sia con l’intenzione di raccontare i più recenti sviluppi, sia per capire quali strade stiano effettivamente percorrendo gli utilizzatori, cioè i costruttori di ingranaggi.

 

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