Lavorazioni

Lubrirefrigeranti rispettosi dell’ambiente

L’Utensile liquido, un nuovo concetto di fluido di lavorazione
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di Caterina Facioli –

L’Utensile liquido, proposto da Blaser Swisslube, ha introdotto un nuovo concetto di fluido di lavorazione. Grazie al supporto del proprio Centro Tecnologico, l’azienda elvetica è in grado di affrontare e risolvere i problemi di lavorazione dei clienti: dalla formulazione ai test sulle proprie macchine per introdurre sul mercato prodotti finiti.

Anche Ridix, distributore in Italia dei prodotti Blaser Swisslube, è stata tra le aziende protagoniste al Gear Forum, tenutosi a Parma lo scorso marzo. In occasione del convegno, le due aziende insieme hanno avuto modo di presentare ai partecipanti i loro ultimi sviluppi in tema di lubrorefrigerazione.

Con sede a Grugliasco (TO), dove si trovano uffici e magazzino, la società commercializza tecnologie per lavorazioni meccaniche. Il fondatore, Clemens Fritschi, fondando Ridix, iniziò un percorso basato su valori e mission che ancora oggi caratterizzano l’azienda: rispetto dell’uomo, lavoro di squadra, professionalità, competenza.

Nata come azienda importatrice di macchine utensili dalla Svizzera, Ridix ha in seguito ampliato la propria gamma, importando altri prodotti quali utensili, attrezzature meccaniche, mandrineria e lubrorefrigeranti. Tra i prodotti importati, alcuni sono specifici per il settore della lavorazione ingranaggi.

Ridix opera su tutto il territorio italiano: ha 30 dipendenti, 16 agenti/tecnici monomandatari e collabora con oltre 50 rivenditori. Il personale di vendita Ridix è composto da tecnici competenti; da sempre l’azienda investe in formazione, in collaborazione con le società di cui distribuisce i prodotti.

Oggi l’obiettivo di Ridix è quello di proporre soluzioni e tecnologia ai propri clienti: professionalità, consulenza, competenza e servizio per generare benefici economici con i prodotti resi disponibili.

I lubrorefrigeranti miscibili e gli oli interi a base di estere sintetico della Blaser Swisslube sono stati studiati per offrire vantaggi in termini di prestazioni e ambiente.

Il metalworking, un settore strategico

Azienda localizzata nell’area di Berna, da 45 anni Blaser Swisslube opera nel settore del metalworking. Oltre alla sede principale di Hasle-Ruegsau, in cui lavorano 250 dipendenti, l’azienda conta altre sedi produttive in Cina, India e USA, ed è presente in tutti i continenti con filiali e agenzie.

La proprietà della Holding è interamente della famiglia Blaser, l’attuale direttore è Marc Blaser.

Il fondatore, Willy Blaser, iniziò la propria attività producendo prodotti chimici per il settore agricolo: lubrificanti, grassi, protettivi per legno e cuoio, saponi e vernici. Il figlio Peter, ingegnere, ora presidente della Holding, portò l’azienda nel settore del metalworking con un prodotto dalla formulazione innovativa, basato sul concetto della biodinamica.

Blaser, entrando nel mondo dei lubrorefrigeranti con questo prodotto tecnologico, ha coniato un nuovo nome al fluido di lavorazione: “l’Utensile liquido”.

Nasce, così, un nuovo concetto del lubrorefrigerante, un vero utensile liquido che contribuisce a migliorare i processi di lavorazione, prestando attenzione all’uomo e all’ambiente.

In Svizzera Blaser ha un laboratorio di settore di notevoli dimensioni e investe fortemente in ricerca e sviluppo (R&D); da oltre 5 anni, ha introdotto nel proprio stabilimento un Centro Tecnologico composto da moderne macchine utensili.

Blaser ha dimostrato che il lubrorefrigerante è capace di contribuire alla produttività nella stessa misura di un utensile o di una macchina. Grazie alla R&D e al Centro Tecnologico, ha saputo formulare prodotti con un alto contenuto tecnologico capaci di dare un importante valore aggiunto alla produttività. Per produrre l’utensile liquido non servono solo buoni chimici e formulatori, è necessaria, soprattutto, una forte conoscenza dei processi di lavorazione. Solo conoscendo le diverse tipologie di macchine, di materiali da lavorare e di utensili si possono sviluppare prodotti capaci di aumentare la produttività.

Immaginiamo le infinite tipologie di lavorazioni (macchine, utensili, materiali), così varie e diverse tra loro, e i problemi dei tantissimi tipi di impianti che gestiscono i fluidi: solo con competenze approfondite di tutti questi aspetti si possono realizzare fluidi performanti e formulati per un impiego il più possibile universale. Con il supporto del Centro Tecnologico, Blaser Swisslube è in grado di affrontare e risolvere i problemi di lavorazione dei clienti: dalla formulazione ai test sulle proprie macchine per introdurre sul mercato prodotti finiti.

La sperimentazione è un anello fondamentale del ciclo produttivo di Blaser. Il Centro Tecnologico di Blaser Swisslube collabora con costruttori di utensili, con università e centri di ricerca, e con i clienti, con lo scopo di rendere disponibili soluzioni complete.

Gianfranco Giglietti, responsabile Blaser Swisslube in Ridix Spa.

Biodinamica e Reach

Come racconta Gianfranco Giglietti, responsabile Blaser Swisslube in Ridix SpA, i prodotti Blaser sono nati, e tuttora realizzati, con una filosofia innovativa: la biodinamica.

Questo aspetto, pur essendo legato ai soli lubrorefrigeranti miscibili in acqua, è significativo, per gli aspetti ambientali e per il reach.

Da sempre, i produttori di lubrorefrigeranti miscibili usano battericidi introdotti nel concentrato che è poi diluito in acqua, o battericidi aggiunti introdotti nella vasca della macchina utensile per mantenerli stabili. Da qui il nome di Biostatici o Biostabili.

Il concetto sviluppato da Blaser 45 anni orsono fu, ed è tuttora, in controtendenza: favorire lo sviluppo di batteri sani presenti nell’acqua per creare una flora batterica che diventa in modo naturale il ‘sistema immunitario del lubrorefrigerante’.

I batteri fanno parte del ciclo della vita, ci sono quelli buoni (non patogeni) e quelli cattivi (patogeni). Ci nutriamo di alimenti ricchi di batteri che servono e fanno bene al nostro organismo. Questo sistema immunitario è molto più potente di un battericida ma soprattutto permette di non utilizzare battericidi dannosi per l’uomo. A oggi tra i battericidi più utilizzati c’è un uso importante di donatori di boro e formaldeide, sostanza da anni riconosciuta cancerogena di classe 1a per l’uomo dalla IARC (International Agency for Research on Cancer).

L’impiego della biodinamica permette di ottenere stabilità a lungo termine, ma senza l’uso di potenti e dannosi battericidi, aspetto molto importante dal punto di vista ambientale.

Non utilizzando battericidi, Blaser evita di introdurne nell’ambiente ogni anno un quantitativo pari a 42 container, evidenziando un grande rispetto per l’ambiente.

Dalle basi minerali agli esteri sintetici vegetali

L’attività della R&D, in collaborazione col Centro Tecnologico, ha permesso di introdurre nuove basi capaci di aumentare la produttività con un concetto ecosostenibile.

Agli esordi del lubrorefrigerante le basi utilizzate erano solo gli oli minerali. Nel tempo, queste sono state sempre più raffinate ottenendo oli sempre più performanti.

Successivamente c’è stato l’impiego di basi vegetali (prevalentemente olio di colza e girasole), con un potere lubrificante superiore a quello degli oli minerali, ma con limitazioni sulla stabilità per la loro natura.

Un olio vegetale è soggetto ad alterazioni nel tempo per fenomeni di ossidazione e/o polimerizzazione causata dalle alte temperature di taglio e/o rettifica.

L’uso di una base vegetale presenta aspetti molto positivi per l’ambiente di lavoro e per la ecosostenibilità.

Nell’ultimo decennio Blaser ha introdotto gli oli di esteri sintetici, basi di origine vegetale (acidi grassi) esterificati, raggiungendo un risultato di elevata performance e resa utensile, ma con una stabilità identica agli oli minerali, eliminando il problema della polimerizzazione. Questo ha permesso di voltare pagina nel mondo del metalworking ottenendo: performance, stabilità, alta produttività, abbattimento dei costi produttivi, ecosostenibilità.

Il primo settore di applicazione di queste basi è stato il mondo dell’ingranaggio, dove i processi di taglio e rettifica sono sviluppati utilizzando oli interi, con problematiche ambientali più critiche a causa di nebbie, fumi, nebulizzazione. L’uso di un estere sintetico, il Vascomill CSF 35 con alto punto di infiammabilità (333° C) ha permesso di eliminare questi problemi.

Contemporaneamente sono emersi nell’uso benefici altrettanto importanti per gli utilizzatori: un unico prodotto per tutte le tipologie di taglio del dente, minore produzione di calore, maggiore durata utensile, minori assorbimenti di potenza, migliore qualità superficiale, nessun vincolo UTIF per lo stoccaggio (essendo esente da oli minerali, fluido trasparente e inodore), assenza di additivi EP quali cloro e zolfo.

Tutto questo si trasforma in aumento della produttività e riduzione dei costi per chi li utilizza.

«In 10 anni di esperienze con i nostri clienti, e con loro soddisfazione, abbiamo consolidato una casistica che conferma questi successi», afferma Giglietti. «A oggi i lubrorefrigeranti miscibili e gli oli interi a base di estere sintetico di Blaser Swisslube rappresentano una fetta importante del mercato e continueranno a crescere grazie ai vantaggi che offrono in termini di prestazioni e ambiente».

La partecipazione al Gear Forum

«L’interesse a partecipare al Gear Forum è nato soprattutto dalle esperienze e dai successi ottenuti in questi ultimi 10 anni nel settore della produzione ingranaggi e organi di trasmissione, grazie alla nuova gamma di oli da taglio a base di esteri sintetici esenti da olio minerale», dice Giglietti. «I processi di taglio, con ogni tipo di utensile, e di rettifica del dente, hanno subito un miglioramento significativo grazie al contributo del nostro Utensile liquido. Oltre a migliorare la produttività e la qualità del manufatto, abbiamo contribuito al miglioramento ambientale sostituendo i prodotti a base minerale con oli di derivazione da fonti rinnovabili. Per queste attività riteniamo che Blaser Swisslube costituisca un partner strategico per tutti i protagonisti del mondo dell’ingranaggio, contribuendo in modo importante nel divulgare informazioni tecniche utili per tutti i produttori del settore. Puntavamo, inoltre, a una possibilità di confronto con importanti esperti del settore per arricchire ulteriormente la nostra conoscenza nel mondo della lavorazione degli ingranaggi. Riteniamo che la competenza e la qualità produttiva delle aziende Italiane in questo comparto sia di altissimo livello».

Come spiega Giglietti, la produzione di ingranaggi e organi di trasmissione richiede alta tecnologia. Non si tratta di una produzione facilmente trasferibile, e senza queste competenze, acquisite con anni di impegno e investimenti dalle aziende italiane, non si può raggiungere la qualità richiesta dai clienti finali. In questo know-how entra il contributo dell’Utensile liquido. «La tecnologia delle macchine e degli utensili impiegati nei processi di lavorazione di questo settore ha avuto una crescita continua, con grande attenzione da parte di molti imprenditori e tecnologi italiani che, come sempre, hanno dimostrato interesse e disponibilità a investire nel rinnovamento di queste moderne tecnologie», conclude Giglietti. «Non sempre l’attenzione e la conoscenza del lubrorefrigerante da parte dei tecnologi è così sentita come per le macchine utensili e gli utensili, e l’essere presenti è stata per noi una opportunità per divulgare e condividere queste esperienze con addetti ai lavori, in un rapporto di proficua sinergia».

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