EDITORIALE

Organi di macchine

Una conoscenza indispensabile per il progettista meccanico
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Con il termine Organi di Macchine, o anche Elementi di Macchine, talvolta utilizzato forse per maggiore assonanza con quello di Maschinenelemente, in omaggio ai tedeschi, massimi cultori di questa materia, si indicano i componenti utilizzati per comporre le macchine e, in particolare, le trasmissioni. Ad iniziare dai componenti base di ogni trasmissione quali gli alberi e i cuscinetti, per arrivare ai mezzi di collegamento di impiego generale, quali viti, giunzioni chiodate e saldate, e specifico di alberi e mozzi, come le linguette, chiavette, scanalati e forzamenti, e via via fino alle trasmissioni a catena, a cinghia e a ingranaggi dei diversi tipi.

In ambito accademico, sia quando si discute del livello scientifico delle pubblicazioni, sia quando si debbono stabilire i contenuti del percorso formativo degli ingegneri meccanici, vi sono alcuni colleghi che guardano agli organi di macchine come a ‘mere applicazioni’, alle quali appunto ‘applicare’ le metodologie di progetto e di calcolo generali, ritenendo che solo queste ultime abbiano dignità scientifica o siano meritevoli di essere insegnate agli allievi. D’altro canto, sul piano didattico, l’esperienza insegna che le prime «applicazioni progettuali» di coloro che, pur avendo ricevuto una buona formazione di base sui metodi di progettazione, sulla modellazione dei diversi fenomeni che intervengo nelle macchine, sulle cause di avaria e sulla loro verifica, non abbiano avuto modo di familiarizzare con gli organi di macchine, rischiano di apparire al progettista esperto come esercizi poco più che puerili. In modo del tutto analogo, venendo all’aspetto scientifico, è sufficiente prendere parte a un convegno sugli ingranaggi per convincersi di come la specificità e la complessità con cui si manifestano e interagiscono i singoli fenomeni in questa ‘applicazione’, sarebbero difficilmente affrontabili se si prescindesse dall’esperienza maturata con specifico riferimento a essa.

La conoscenza degli organi delle macchine non può quindi mancare nel bagaglio di ogni progettista meccanico, che deve essere in grado di configurare il layout di una macchina, scegliere correttamente i componenti ed eseguirne il dimensionamento di base. Solo a valle di questi primi passi fondamentali, inizia il lavoro di affinamento del progetto nel quale applicare, con gli strumenti più evoluti disponibili, le tecniche di modellazione e di verifica avanzate, senza le quali, beninteso, oggigiorno si farebbe poca strada. Per i casi più complessi, poi, sarà necessario l’intervento dello specialista dei singoli fenomeni al quale però, così come lo specialista medico conosce anche l’anatomia del corpo umano, chiederemmo di avere la consapevolezza di come è costituita una macchina.

Vista quindi la loro importanza e anche per il fatto che, seppur con la limitazione a quelli specifici per la trasmissione, da essi la rivista prende in fondo il nome, a partire da questo primo numero del 2014, dedichiamo una sezione fissa all’argomento organi di macchine, con l’intenzione, mese dopo mese, di mostrarne la morfologia, i principi di funzionamento, la scelta corretta e l’applicazione nelle macchine, il dimensionamento di base, iniziando da quelli più semplici, come le viti e i collegamenti bullonati che le impiegano, descritti nel primo articolo, per arrivare via a via a quelli più complessi nelle prossime puntate.

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