FEMA, FLESSIBILITA' OPERATIVA E QUALITA' DI PRODOTTO

Al servizio della trasmissione di potenza

L'azienda ha costruito e consolidato il proprio ruolo in un mercato sempre più competitive, alla ricerca di soluzioni personalizzate e in tempi molto rapidi
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Flessibilità operativa e qualità di prodotto. È su queste basi che Fema ha costruito e consolidato il proprio ruolo in un mercato sempre più competitive, alla ricerca di soluzioni personalizzate e in tempi molto rapidi.

Azienda familiare fondata nel 1985, Fema s.r.l. di Biassono (MB) si occupa della vendita di organi di trasmissione (giunti, motori idraulici, riduttori), e una serie di accessori, sia per il settore industriale, sia per il settore mobile, in ambito italiano e internazionale. Alla guida Marco Borghi, in veste di general manager, unitamente al contributo di un organico di preziosi collaboratori. Quasi un trentennio di storia, periodo caratterizzato da una costante crescita che nel 2004 ha significato un cambiamento e un ampliamento di sede.

«Crescita proseguita anche nell’ultimo quadriennio – precisa Marco Borghi – ma che sostanzialmente è servita a ridimensionare il 2009 anno, come ben noto, nefasto per gran parte del mondo industriale».

Servizio e pronta consegna

Fema ha fatto del magazzino e della “pronta consegna” una precisa scelta strategica, atta a soddisfare in modo tempestivo le richieste del mercato.

Con un fatturato medio di circa 1,5 milioni di euro, l’azienda ha fatto del magazzino e della “pronta consegna” una precisa scelta strategica e filosofia di crescita, oltre alla prerogativa di puntare sul contributo operativo di officine meccaniche selezionate, chiamate a eseguire lavori complementari.

«Mi riferisco per esempio – aggiunge lo stesso Borghi – a finitura fori e cave, scanalati Din, bilanciatura dinamica nelle classi di equilibratura 2,5 o 6,3 e così via. Il mercato richiede sempre di più che il fornitore abbia il materiale disponibile a magazzino, noi abbiamo da tempo deciso di rendere disponibile un notevole stock di prodotti standard che trattiamo».

Fema vanta infatti un catalogo ristretto, ma mirato a soddisfare precise esigenze del mercato.

«Posso tranquillamente affermare – continua Borghi – che tutti i clienti che ci contattano riescono a risolvere le loro necessità in tempi brevissimi. Riceviamo quotidianamente richieste di aziende che, specialmente in fase di manutenzione, si accorgono di dover intervenire a sostituire un componente critico; la nostra risposta è repentina e riusciamo, grazie anche a un’invidiabile posizione logistica e all’aiuto di una fitta rete di trasportatori, a organizzare le spedizioni nella stessa giornata».

Fema ha sviluppato a questo proposito una penetrazione trasversale del mercato italiano, pari a circa l’80% del proprio fatturato. La restante parte viene generata con un’attività di esportazione non solo europea ma anche extra-continentale.

«Manteniamo un contatto diretto con il mercato americano – spiega Borghi – con lo scopo di poter carpire novità concrete e semplici ma che, per tradizione, anticipano quelle che in futuro diventeranno le scelte anche del nostro panorama domestico».

Una grande apertura di confronto e acquisizione tecnico-intellettuale che diviene, al tempo stesso, un grande motore di contatto verso svariati settori ai quali i prodotti dell’azienda sono indirizzati. Contatti e apertura verso nuovi partner commerciali agevolata e veicolata anche dall’adesione, sin dal 2005, all’associazione Eptda (European Power Transmission Distributors Association).

Giunti lamellari e flessibili

Marco Borghi, general manager di Fema di Biassono (MB).

«All’interno della nostra diversificata gamma – sostiene Borghi – ci sono tre linee di prodotti che meritano una particolare attenzione e che rivestono grandi aspettative per il nostro futuro commerciale. Prima di tutto il prodotto Maina, di cui siamo importante supporto, che ha finalmente coperto la sua prestigiosa gamma con i giunti lamellari». Un prodotto che si colloca nella fascia alta di mercato per via delle specifiche caratteristiche tecniche e per via delle certificazioni che lo accompagnano (tra cui Atex e Api).

«Secondo prodotto, ma non certo per importanza – prosegue Borghi – è la nuova gamma di giunti flessibili che racchiude le esecuzioni denominate Femaflex e Fematyre, studiate per soddisfare le esigenze di rapida sostituzione in fase di manutenzione e fermo impianto».

In particolare, i giunti Femaflex sono composti da due mozzi in ghisa o in acciaio, identici, collegati da un inserto elastico; tale inserto è normalmente in poliuretano con durezza 95 sh che viene tagliato longitudinalmente per permettere l’eventuale sostituzione senza scollegare la macchina e/o smontare mozzi. Tra le altre principali peculiarità si segnalano: la possibilità applicativa con condizioni al contorno caratterizzate da temperature comprese tra un minimo di -40°C e un massimo di +80°C; assoluta mancanza di lubrificazione; completa assenza di contatto tra le superfici metalliche. In sintesi, come già sottolineato, una gamma di giunti semplici ed efficaci per risolvere rapidamente i problemi di manutenzione e di fermo impianto.

Basi automatiche per motori

Vista di una base automatica per motori elettrici Overly Hautz distribuita in Italia da Fema.

«Ultimo prodotto che vorrei segnalare – continua Borghi – non per importanza ma solo perché novità recente aggiuntasi alla nostra offerta, riguarda la base per motori Overly Hautz, una soluzione di nicchia ma particolarmente intrigante».

Le basi automatiche per motori elettrici rappresentano una valida soluzione per i numerosi problemi che normalmente si riscontrano in svariate applicazioni industriali. Tali prodotti sono raccomandati per coloro che nono solo hanno la necessità di soddisfare esigenze di continuo funzionamento dell’impianto senza fermate, di riduzione dei tempi di manutenzione, ma anche di aumento della produzione e di riduzione di guasti non pianificati e costose sostituzioni di cinghie. Per come progettate e realizzate, queste basi automatiche (disponibili anche con speciali accessori per montaggio verticale) garantiscono infatti un’elevata riduzione dei costi di cinghie, cuscinetti e costo del lavoro.

«La tensione controllata della molla – spiega Borghi – allunga significativamente la vita delle cinghie e dei cuscinetti del motore con un fattore da 3 a 5 volte. Da segnalare anche che per forma e dimensioni risultano ideali per applicazioni critiche in cui il fermo macchina è dannoso o in punti difficili da raggiungere causa poco spazio».

Altri punti di forza riguardano infine l’aumento dell’efficienza energetica (dovuta al mantenimento di una tensione ottimale della cinghia) e la possibilità di veloci regolazioni e sostituzioni della cinghia che, a loro volta, riducono i tempi di fermo macchina. Tra i settori applicativi ai quali queste basi sono rivolte spiccano anche l’industria della perforazione, l’industria del cemento e del marmo, segherie e industria della carta, cartiere.

«In queste applicazioni pesanti – conclude Marco Borghi – il motore incorre regolarmente in improvvisi ed elevati picchi di carico di lavoro, causando un grave danno alle cinghie di trasmissione, ai cuscinetti e alle pulegge. La base automatica è in grado di assorbire questi “shock” improvvisi, riducendo le vibrazioni e lo slittamento della cinghia».

 

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