Lavorazioni per ingranaggi

Rettificare ingranaggi con lubrorefrigeranti a base vegetale

0
196

Maggiori prestazioni di processo, aumento della qualità degli ambienti di lavoro resi più salubri e riduzione dei costi di gestione dei filtri d’aria: questi alcuni dei vantaggi diretti che Officine Meccaniche Corazza ha ottenuto sostituendo sulle proprie macchine gli oli di origine minerale.Fig_01

Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica degli ingranaggi impone lavorazioni di rettifica con precisioni sempre più crescenti. Ciò da intendersi in relazione all’ottenimento di microgranulometrie e rugosità desiderate con una sempre minore usura del dente, ovvero minore assorbimento energetico per la trasmissione della potenza e del moto, unitamente a minime rumorosità e vibrazioni.

«Un’evoluzione che – precisa Marco Bellini, amministratore con delega alla Ricerca e Sviluppo in Bellini Spa di Zanica (BG) – grazie a quanto le macchine utensili ora permettono, unitamente agli sviluppi apportati sugli oli lubrificanti, consente oggi di impiegare con profitto il processo di rettifica per sviluppare ingranaggi anche con lavorazioni dal pieno. Cosa impensabile fino a qualche tempo a causa dei costi sostanzialmente troppo elevati».

È bene sottolineare come tale approccio sia oggi sostenibile e vantaggioso non di certo per lavorazioni di grandi serie, quanto per commesse speciali, lotti numericamente contenuti ma che, peraltro, rappresentano oggi quanto di più diffuso ci possa essere come richiesta di mercato.

Marco Bellini, amministratore con delega alla Ricerca e Sviluppo in Bellini di Zanica (BG).
Marco Bellini, amministratore con delega alla Ricerca e Sviluppo in Bellini di Zanica (BG).

«Mi riferisco a processi di rettifica o, più in generale, a lavorazioni meccaniche nella loro accezione più ampia – continua Bellini – che fino a oggi si sono avvalsi di oli di origine minerale. Oli che seppur evoluti come quelli di origine idrocarburica non minerale, ma di sintesi, mostrano in questo contesto alcuni limiti operativi».

Limiti identificabili per esempio nel non soddisfacente grado di detergenza della mola, piuttosto che nei tempi di avanzamento non capaci di finalizzare al meglio una lavorazione dal pieno con grosse asportazioni rendendo la stessa, di fatto, non competitiva.

Benefici e vantaggi operativi

«La sostituzione degli oli di origine minerale – prosegue Bellini – con oli di origine vegetale permette invece di ottenere avanzamenti elevati e, contestualmente, tempi di ciclo molto ridotti, andando a soddisfare anche le esigenze di grosse asportazioni di truciolo e, di conseguenza, la rettifica dal pieno».

Questi oli, poiché di origine naturale, di provenienza vegetale, si caratterizzano infatti per il fatto di avere una struttura a maggiore polarità molecolare, assicurando migliore detergenza. Ciò significa che il grano della rettifica viene mantenuto “vivo”, performante e nelle condizioni di asportare velocemente il materiale senza slittare essenzialmente sul pezzo; evitando così bruciature che possono generare alterazioni della finitura e di natura estetica.

Prestazioni, dunque, con un impatto igienico–sanitario nettamente più basso rispetto a quanto si avrebbe impiegando gli oli di origine minerale. In altre parole, benefici apprezzabili non solo dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista dell’operatore e del luogo di lavoro che diviene così più salubre. Dal punto di vista della mera lavorazione meccanica si rileva poi una maggiore resa degli utensili, una più lunga durata delle macchine, oltre che fumi e nebbie molto più contenute.

«Ciò significa – sostiene Marco Bellini – un risparmio sui filtri delle cappe di aspirazione, ridotte distorsioni dimensionali dei pezzi, poter aumentare i parametri di lavorazione».

Ulteriore vantaggio derivante dall’impiego di olio di natura vegetale riguarda poi lo smaltimento dei fanghi di rettifica, di molto semplificato e non più catalogato come rifiuto pericoloso. Ciò è vero, a patto di combinare determinate tecnologie dei filtri sia di macchina che di ambiente, con le intrinseche peculiarità dell’olio. Con un vantaggio economico e di gestione rilevante che porta alla trasformazione del rifiuto da “fango da rettifica” a “rifiuto da tornitura di ferro”.

Dalla teoria alla pratica

A confermare le peculiarità e la validità delle riflessioni fin qui esposte è un caso di successo che vede protagonista la Officine Meccaniche Corazza, azienda con sede operativa a Galgagnano, in provincia di Lodi, che impiega sulle proprie macchine di rettifica ingranaggi con mola circolare oli di origine vegetale Harolbio Bellini.

Felice Corazza, titolare della Officine Meccaniche Corazza di Galgagnano (LO).
Felice Corazza, titolare della Officine Meccaniche Corazza di Galgagnano (LO).

«Poter contare sulle prestazioni offerte dagli oli Harolbio – rileva Felice Corazza, titolare dell’azienda – unitamente a tecnologie di lavorazione e filtrazione adeguate, ha consentito un significativo abbattimento dei tempi ciclo. Ma soprattutto, un’ottimizzazione del processo e della qualità del prodotto finito».

In concreto, l’impiego di Harolbio rispetto a oli minerali o ad altri oli di origine naturale, ha portato all’azienda tra gli altri vantaggi anche l’eliminazione dei costi diretti e indiretti derivanti dalla rimozione dei fanghi di rettifica (polverino di rettifica valorizzato mediamente con un valore indicativo ma verosimile pari a 0,15 €/kg). Inoltre, i parametri di lavoro configurati per la rettifica ingranaggi con mole circolari hanno aumentato la competitività operativa fino a serie di 200 pezzi rispetto a rettifica con mole a vite, mentre prima non arrivava ai 5 pezzi.

Officine Meccaniche Corazza di Galgagnano (LO) impiega sulle proprie macchine oli di origine vegetale Harolbio Bellini.
Officine Meccaniche Corazza di Galgagnano (LO) impiega sulle proprie macchine oli di origine vegetale Harolbio Bellini.

«In sintesi – conclude Marco Bellini – il dato importante che emerge riguarda il fatto che l’impiego di olio vegetale in lavorazioni meccaniche è oggi non solo tecnicamente ma anche economicamente molto vantaggioso. Da punto di vista igienico che tossicologico risulta per intrinseche proprietà più sicuro, inducendo inoltre a un minor impatto ambientale. Ciò assecondando un percorso verso il quale il settore industriale sta guardando sempre con maggiore interesse».

Fonti rinnovabili e biodegradabilità

I prodotti della linea Harolbio sviluppati dalla Bellini Spa sono formulati con materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili. L’utilizzo di esteri di derivazione naturale geneticamente e chimicamente modificati, abbinata a una tecnologia produttiva all’avanguardia, rappresentano il loro cuore pulsante. L’esperienza pluridecennale dell’azienda, insieme a un intenso lavoro di ricerca e sviluppo, ha portato alla creazione di una linea di prodotti innovativa e unica. Bellini ha infatti saputo leggere nelle richieste espresse e inespresse dei propri clienti la necessità di colmare una lacuna nei prodotti per le lavorazioni meccaniche, offrendo una vasta gamma di opportunità operative capaci di soddisfare le più diverse esigenze.

In particolare, nel caso della Officine Meccaniche Corazza, è stato identificato in Harolbio 1 il prodotto più indicato per il tipo di applicazione. Insieme alla formulazione denominata Harolbio 0 è infatti il più indicato e raccomandato per le operazioni di rettifica (sia interna sia esterna).

 

Dal Mecspe 2014, le riflessioni di Andrea Bellini su andamento del mercato e prospettive future.

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here