SENSORI

Miniaturizzazione Panasonic a bordo macchina

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L’industria cerca sempre più maggiore integrazione e Panasonic risponde con soluzioni Sensing in assenza di spazio.

In molti settori industriali sono richieste macchine sempre più compatte e nel contempo dotate di sempre più controlli.

Quali tecnologie in assenza di spazio?

Panasonic si distingue con soluzioni di sensoristica compatte e performanti come la fibra ottica, di cui dispone circa 150 modelli, con uno standard qualitativo migliorato: raggio curvatura inferiore a 4 mm, e durata a torsioni/trazioni fino a 10 milioni di manovre, per alloggiamenti in posa mobile.

Le soluzioni in fibra sono inoltre molto adattabili alle necessità, grazie a diverse funzioni integrate.

Tuttavia, le esigenze di integrazione spinta non necessariamente coincidono con applicazioni complesse; per favorire la semplicità di impiego Panasonic dispone di un ricco catalogo sub-miniature (EX10, EX20, EX30, EX-Z e PMx5) in cui a volte non è necessario regolare.

Dove sono in azione queste tecnologie?

Il controllo in spazi estremamente contenuti è necessità del packaging farmaceutico, in cui sono numerosi i punti di controllo: riempimento, sigillatura, etichettatura, passaggio.

Nell’assemblaggio è richiesta alta precisione: l’oggetto da controllare è solitamente circondato da diversi componenti che interferiscono con il sensore.

Nella Laboratory Automation gli spazi sono ridotti a pochi millimetri e le problematiche di rilevazione sono dovute ai diversi materiali: opachi, traslucidi, riflettenti e trasparenti.

Molti settori specifici del packaging come quello cosmetico mostrano da anni una crescente tendenza all’integrazione spinta e alla miniaturizzazione delle macchine produttive.

L’ ingombro dei sensori a bordo macchina è un fattore decisivo. Panasonic vanta una lunga esperienza in questo settore, con le sub-miniature più compatte: serie EX10/EX10S, EX20, EX30, EX-Z.

Applicazioni con desiderata spinti nel settore Beauty riguardano ad esempio l’assemblaggio e imballo di scovolini o pennellini, come anche il riempimento di boccette e flaconi.

In entrambi i casi si parla di oggetti piccoli in rapida rassegna; il materiale di cui sono costituiti potrebbe inoltre rendere la rilevazione difficoltosa, a causa dei loro diversi colori o della loro lucentezza.

Per queste applicazioni è quindi auspicabile l’utilizzo di sensori a riflessione convergente che consentono la massima ripetibilità di prestazioni al variare del materiale impiegato, senza sacrificare la precisione: caratteristica fondamentale per macchine ad alti rate produttivi come in questo settore, in cui nondimeno è cruciale assicurare la qualità prodotto finito.

Questi prodotti, oltre a caratterizzarsi per le ridotte dimensioni (più piccole di una moneta da 1€), presentano migliorie sull’ottica consentendo rilevazioni più precise e dell’elettronica con tempi di risposta la metà delle fotocellule convenzionali.

Pur con dimensioni così compatte, questi dispositivi mantengono la praticità di impiego grazie ai due LED incorporati: arancio per le rilevazione, verde per la stabilità.

Inoltre, il catalogo di questi prodotti permette di variare su più di 50 modelli diversi, in base alla tecnologia (sbarramento, catarifrangente e tasteggio diffuso o convergente), range di lavoro, uscita digitale, ecc.

Da non sottovalutare la robustezza di questi sensori, che sono stati concepiti e realizzati per un ambiente industriale/produttivo anche pesante e che mantengono le loro prestazioni inalterate nel tempo, grazie ad un grado di protezione IP67.

 

 

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